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	<title>Ricerca Clienti - Marketing B2B - Antonio Romano</title>
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	<description>Ricerca Clienti in una nuova Economia Regionale</description>
	<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 12:43:15 +0000</pubDate>
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		<title>Politiche antinflazionistiche e competitività delle imprese europee</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 15:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governatore della BCE Trichet ha giustificato il suo intervento a rialzare i tassi in Europa perché è tenuto a difendere la stabilità dei prezzi. E’ la missione della BCE nata lustri fa sul modello della Bundesbank.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/trichet-inflazione-europa-eurozona.shtml?uuid=695f935e-4d8c-11dd-a728-37a811b9dd49&#38;DocRulesView=Libero

Rialzare i tassi significa nell’immediato alcune cose:

aumento della spesa per interessi da parte degli      [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il governatore della BCE Trichet ha giustificato il suo intervento a rialzare i tassi in Europa perché è tenuto a difendere la stabilità dei prezzi. E’ la missione della BCE nata lustri fa sul modello della Bundesbank.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/trichet-inflazione-europa-eurozona.shtml?uuid=695f935e-4d8c-11dd-a728-37a811b9dd49&amp;DocRulesView=Libero">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/trichet-inflazione-europa-eurozona.shtml?uuid=695f935e-4d8c-11dd-a728-37a811b9dd49&amp;DocRulesView=Libero</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span id="more-28"></span>Rialzare i tassi significa nell’immediato alcune cose:</p>
<ul style="margin-top:0;" type="disc">
<li class="MsoNormal">aumento della spesa per interessi da parte degli      stati ( penalizzata l’Italia per il suo enorme debito pubblico)</li>
<li class="MsoNormal">aumento delle rate dei mutui ( penalizzate le      famiglie)</li>
<li class="MsoNormal">rafforzamento dell’Euro rispetto alle altre valute      mondiali</li>
<li class="MsoNormal">conseguente diminuzione della competitività delle      imprese europee</li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">In uno scenario mondiale dove la concorrenza con <span> </span>Cindia si gioca sul prezzo, le imprese manifatturiere europee sono due volte penalizzate: per i prezzi più bassi delle merci espresse in valuta estera, e per il favore del Cambio debole con l’Euro: un duro ulteriore colpo per l’economia europea che più di altre ( USA in Primis) dipende dalle esportazioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quel che mi meraviglia non è certo la mossa del Governatore Trichet, ma il fatto che l’economia mondiale abbia bisogno di maggiore coordinamento per quel che riguarda le politiche monetarie e le ricadute che queste hanno nel medio periodo sulla struttura dei prezzi relativi e sulla struttura degli scambi internazionali. Sarebbe auspicabile uno scenario internazionale di cooperazione piuttosto che di competizione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">L’obiettivo di tenere a bada i prezzi si scontra con l’esigenza delle imprese di avere una profittabilità normale in uno scenario competitivo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Fare profitti con prezzi decrescenti è possibile solo in un modo: con l’aumento della dimensione media dell’impresa e l’implementazione delle economia di scala.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un aumento della produzione ottenuta a costi unitari decrescenti deve in qualche modo poter essere assorbita su un mercato sempre più grande. Le imprese europee devono ristrutturarsi e contemporaneamente essere più aggressive sui mercati internazionali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:&quot;">Spero che in questo scenario complesso, si avvii in Europa un movimento di fusioni ed acquisizioni che consenta la nascita di grandi imprese europee, capaci di competere con imprese americane ed</span> asiatiche.</p>
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		<title>Competitività e Marketing Diretto</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 12:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Romano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>

		<category><![CDATA[Seat Pagine Gialle]]></category>

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		<category><![CDATA[il Sole 24 ore]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con molto interesse questo articolo comparso sul www.b2b24.it
Parla della propensione all’export delle imprese italiane:
http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90486,00.html?lw=24;3

Il sondaggio realizzato da Seat Pagine Gialle fotografa un’Italia meno incline all’export rispetto ad altri paesi europei.  Nell’epoca della globalizzazione e delle opportunità per tutti, saper cogliere le opportunità stesse diviene condizione sufficiente per la crescita della quota di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ho letto con molto interesse questo articolo comparso sul <a href="http://www.b2b24.it/">www.b2b24.it</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Parla della propensione all’export delle imprese italiane:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90486,00.html?lw=24;3">http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90486,00.html?lw=24;3<span id="more-27"></span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il sondaggio realizzato da Seat Pagine Gialle fotografa un’Italia meno incline all’export rispetto ad altri paesi europei. <span> </span>Nell’epoca della globalizzazione e delle opportunità per tutti, saper cogliere le opportunità stesse diviene condizione sufficiente per la crescita della quota di fatturato realizzato all’estero.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Con l’avvento di Internet il Commercio Internazionale non si realizza solo grazie all’intervento delle Camere di Commercio Estere che aiutano le imprese ad ovviare problemi di natura legale o contrattuale con imprese estere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per poter realizzare fatturato non basta essere dei bravi produttori, non basta investire in comunicazione, non basta avere la conoscenza dei mercati. La possibilità di scambiare informazioni in tempo reale con qualsiasi azienda di qualsiasi paese consente all’imprenditore di potersi fare un quadro abbastanza chiaro della situazione di mercato in un determinato settore.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Diviene quindi necessario implementare un approccio di marketing diretto, finalizzato a costruire una rete informale di relazioni con partner e clienti potenziali, allo scopo di poter costruire un flusso costante di informazioni fra l’azienda e la Clientela Potenziale stessa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quel che in via teorica appare come scontato, diviene di difficile realizzazione in special modo per quelle piccole e medie imprese che non hanno al loro interno le risorse umane necessarie da dedicare allo sviluppo della Clientela Potenziale. Penso che questo sia un settore enorme nel quale esercitare la libera iniziativa privata. Ad una condizione però: che fra il Committente ( la PMI che voglia esportare) ed il Consulente di Mercato si crei quella relazione fiduciaria che consenta una collaborazione di medio-lungo periodo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E’ necessario un approccio collaborativi che implichi che una parte della remunerazione per l’attività di Consulenza sia commisurata alle vendite realizzate.</p>
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		<title>Ricerca del lavoro e marketing di se stessi</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 16:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Romano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Ricerca Clienti per Piccole e Medie Imprese]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con estremo interesse questa lettera ricevuta da Beppe Severgnini sulla sua rubrica Italians sul Corriere della Sera:
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-06-29/04.spm
Sono rimasto molto negativamente impressionato dal tono della lettera che secondo me denota un vecchio vizio della formazione universitaria e professionale di chi oggi ha la ventura di essere italiano. Non basta studiare e lavorare a Londra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ho letto con estremo interesse questa lettera ricevuta da Beppe Severgnini sulla sua rubrica Italians sul Corriere della Sera:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-06-29/04.spm">http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-06-29/04.spm<span id="more-20"></span></a></p>
<p>Sono rimasto molto negativamente impressionato dal tono della lettera che secondo me denota un vecchio vizio della formazione universitaria e professionale di chi oggi ha la ventura di essere italiano. Non basta studiare e lavorare a Londra per perdere una forma mentis che giudico oltremodo deleteria. Chi studia oggi pensa che una volta finito il percorso di lavoro, ci sia il mercato pronto ad accogliere lo studente a braccia aperte. Quasi come se al neolavoratore sia risparmiato l’onere di ricercare e di presentare la propria offerta professionale al meglio. Bisogna sempre commisurare le proprie competenze con la capacità che il mercato ha di recepire e valorizzare al meglio le competenze stesse. Ancora più grave è sentire persone con una storia professionale alle spalle lamentarsi del fatto che in una determinata area le proprie competenze non siano valorizzate. Ma se uno costruisce un proprio percorso professonale a Londra o New York, è evidente che sia poi difficile se non impossibile pensare  ad una propria collocazione in un luogo diverso da quelli sopraccitati. Vivo e lavoro ad Ariano Irpino in provincia di Avellino (zona remota e davvero penalizzata dell’Appennino Meridionale) e mi occupo professionalmente di Ricerca Clienti per Piccole e Medie imprese. Lavoro da casa ed ho clienti un po’ ovunque in Italia, specialmente in Veneto. Non mi lamento, anzi: ho un sacco di lavoro, alla faccia di chi dice che lavoro non c’è e men che meno al Sud. Sono tornato da tre anni da Londra e penso che il mio paese possa valorizzarmi al meglio.  Perché non devo più emigrare, perché non devo più sentire nostalgia per la mia terra, perché posso uscire la sera con i miei amici d’infanzia, perché credo nelle Rete e nella possibilità che ognuno ha di costruirsi la migliore professionalità possibile stando anche a casa propria.  È questione in fondo di mentalità, di Spirito Animale di Keynesiana memoria. Ognuno deve essere imprenditore di se stesso e proporsi al meglio, tenendo conto di quel che il mercato domanda o che vorrebbe domandare se ci fosse un’offerta adeguata di quel servizio o bene. Sembra quasi un discorso da professionisti del Marketing, mi rendo conto che è solo un discorso di buon senso.</p>
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		<title>Bill Gates lascia Microsoft</title>
		<link>http://dottorantonioromano.wordpress.com/2008/06/28/bill-gates-lascia-microsoft/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 17:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Romano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Casi Aziendali]]></category>

		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<category><![CDATA[Sviluppo Economico]]></category>

		<category><![CDATA[vision]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia è stata una di quelle che lasciano il segno. Bill Gates, l’ex numero uno fra gli uomini più ricchi al mondo, lascia il mondo degli affari e la sua azienda.
A 53 anni lascia la creatura che lo ha fatto entrare nella storia dell’economia e della tecnologia: incomincia in una nuova vita ad occuparsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La notizia è stata una di quelle che lasciano il segno. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Gates">Bill Gates</a>, l’ex numero uno fra gli uomini più ricchi al mondo, <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=entertainmentNews&amp;storyID=2008-06-27T185612Z_01_ROS765119_RTRIDST_0_OITLR-GATES-ADDIO.XML">lascia il mondo degli affari e la sua azienda</a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">A 53 anni lascia la creatura che lo ha fatto entrare nella storia dell’economia e della tecnologia: incomincia in una nuova vita ad occuparsi fra l’altro di Sviluppo di Impresa con il microcredito nei paesi poveri.<span> </span><span id="more-19"></span>Bill Gates diviene quindi il missionario che diffonde nel mondo, attraverso la sua figura e la sua storia umana e professionale, il valore più importante di ciascuna azienda: la Cultura di Impresa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">È davvero oltremodo stimolante <span> </span>pensare a Bill Gates come un business developer per aziende nascenti nelle zone più povere del mondo. Gates insegnerà non solo quanto contino per ogni azienda le conoscenze tecnologiche e di mercato, ma quanto conti il valore della vision del leader.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il leader all’interno di ogni organizzazione è colui che è <span> </span>capace di catalizzare i migliori entusiasmi e le migliori energie fisiche e psicologiche di tutti i collaboratori per il raggiungimento degli obiettivi comuni all’organizzazione stessa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Tali obiettivi sono l’accrescimento non solo del benessere materiale, ma soprattutto del benessere che deriva dal senso di appartenenza ad un gruppo di lavoro, ad una squadra, ad un’azienda, ad un’epoca storica. <span> </span>Bill Gates ha avuto questa vision e l’ha realizzata all’interno di Microsoft in più di trent’anni di duro lavoro. Lessi più di 10 anni fa “ <a href="http://www.ibs.it/code/9788804429203/gates-bill/strada-che-porta.html">La Strada che porta a domani</a>”: mi sono innamorato di quel libro, per l’entusiasmo, per il coraggio, per l’idea di <span> </span>futuro che ha saputo introdurre nel mondo. Più che per i programmi ed i sistemi operativi, Bill Gates passerà alla storia come uno degli imprenditori più grandi di tutti i tempi, capace non solo di avere una visione ma di saperla realizzare tanto da implementare una vera e propria rivoluzione tecnologica. La storia è fatta dai visionari che hanno la capacità di trasformare le visioni in concreti scenari di Business.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Lunga vita al lavoro di Bill Gates: spero che nei prossimi anni sarà capace di innovare anche in quel campo minato che si chiama Sviluppo Economico dei paesi in Via Sviluppo.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/dottorantonioromano.wordpress.com/19/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/dottorantonioromano.wordpress.com/19/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dottorantonioromano.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dottorantonioromano.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dottorantonioromano.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dottorantonioromano.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dottorantonioromano.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dottorantonioromano.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dottorantonioromano.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dottorantonioromano.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dottorantonioromano.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dottorantonioromano.wordpress.com/19/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dottorantonioromano.wordpress.com&blog=2850369&post=19&subd=dottorantonioromano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Antonio Romano</media:title>
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		<title>Dinamica dei prezzi ed efficienza economica</title>
		<link>http://dottorantonioromano.wordpress.com/2008/06/25/dinamica-dei-prezzi-ed-efficienza-economica/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 17:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con molto interesse questo articolo

http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90041,00.html?lw=24;1

comparso sul portale B2B24.

Parla di un argomento al quale sono molto sensibile dal punto di vista culturale ed anche professionale. Mi interessa sempre capire come un produttore arrivi al consumatore del bene che ha prodotto e come in qualche modo i benefici dell’attività economica si distribuiscano lungo i diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ho letto con molto interesse questo articolo</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90041,00.html?lw=24;1">http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90041,00.html?lw=24;1</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">comparso sul portale B2B24.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Parla di un argomento al quale sono molto sensibile dal punto di vista culturale ed anche professionale. <span id="more-18"></span>Mi interessa sempre capire come un produttore arrivi al consumatore del bene che ha prodotto e come in qualche modo i benefici dell’attività economica si distribuiscano lungo i diversi anelli della catena del valore. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un aumento dei prezzi al consumo a fronte di una certa stabilità se non diminuzione dei prezzi alla produzione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Tutto questo è avvenuto nello scenario dell’Euro che ha imposto alle imprese la ricerca dell’organizzazione più efficiente alla luce della maggiore competizione a livello continentale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Nei fatti si è inoltre realizzata una redistribuzione della ricchezza dai percettori di redditi fissi ai percettori di redditi variabili.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Che i prezzi alla produzione diminuiscano è di per sé un fatto positivo: vorrà dire che le merci sono prodotte con maggiore efficienza e minor impiego di risorse umane e materiali, vorrà dire che il settore è caratterizzato da economie di scala volta volta crescenti, vorrà dire che il consumatore potrà beneficiare di prezzi decrescenti, vorrà dire che il produttore otterranno profitti totali crescenti con prezzi decrescenti: è il caso delle merci high-tech.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un caso contrario è quello del petrolio: prezzi crescenti perché esiste un cartello mondiale di produttori che controlla l’offerta a seguito di una domanda mondiale crescente di energia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un argomento sempre molto interessante è come si trasmettono i risparmi di costi nella produzione al consumatore finale. In un mondo ideale senza distribuzione commerciale, ci sarebbe un rapporto diretto fra consumatore e produttore. In effetti in molti settori i produttori cercano di accorciare la catena distributiva creando un rapporto diretto: questo grazie alle tecnologie moderne che lo consentono. Non ho più bisogno di andare dal libraio sotto casa per i libri, se posso comprarli su internet e mi vengono comodamente recapitati a casa mia il giorno dopo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ma saper produrre non significa saper vendere, per cui la vendita non è un’attività inutile: tutt’altro! Spesso<span> </span>è più facile saper produrre che saper vendere, e la fortuna di un’azienda dipende dalla sua capacità di presidiare, servire, accrescere i mercati e la clientela. Vorrei vedere in Italia un commercio davvero libero, una grande distribuzione sempre più grande capace di competere a livello europeo con i grossi nomi della Grande Distribuzione. Vorrei vedere sempre più merci che passano attraverso la grande distribuzione, relegando la distribuzione al dettaglio alle merci ad alto valore aggiunto e di immagine. Il commercio forse è il settore culturalmente più arretrato in Italia, quello che meno ha beneficiato dei nuovi scenari economici che si sono presentati negli ultimi anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il commercio deve sapere realizzare profitti con prezzi decrescenti, cosi come fanno le aziende di produzione che vogliono sopravvivere sul mercato, e non attraverso una manipolazione dei prezzi consentita da una struttura inefficiente della rete distributiva e da accordi collusivi fra attori.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">L’obiettivo non è solo l’equità sociale, è anche l’efficienza economica e la modernità del sistema economico e produttivo italiano.</p>
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			<media:title type="html">Antonio Romano</media:title>
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		<title>Un articolo molto interessante</title>
		<link>http://dottorantonioromano.wordpress.com/2008/04/22/un-articolo-molto-interessante/</link>
		<comments>http://dottorantonioromano.wordpress.com/2008/04/22/un-articolo-molto-interessante/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[http://www.corriere.it/economia/08_aprile_22/spesa_online_rincorsa_italiana_40ab41a6-102e-11dd-8bce-00144f486ba6.shtml
Interessante capire le implicazioni per l&#8217;economia italiana e per la rilocalizzazione dell&#8217;attività economica nello spazio.
       ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.corriere.it/economia/08_aprile_22/spesa_online_rincorsa_italiana_40ab41a6-102e-11dd-8bce-00144f486ba6.shtml">http://www.corriere.it/economia/08_aprile_22/spesa_online_rincorsa_italiana_40ab41a6-102e-11dd-8bce-00144f486ba6.shtml</a></p>
<p>Interessante capire le implicazioni per l&#8217;economia italiana e per la rilocalizzazione dell&#8217;attività economica nello spazio.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/dottorantonioromano.wordpress.com/17/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/dottorantonioromano.wordpress.com/17/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dottorantonioromano.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dottorantonioromano.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dottorantonioromano.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dottorantonioromano.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dottorantonioromano.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dottorantonioromano.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dottorantonioromano.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dottorantonioromano.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dottorantonioromano.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dottorantonioromano.wordpress.com/17/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dottorantonioromano.wordpress.com&blog=2850369&post=17&subd=dottorantonioromano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Trasporto aereo ed integrazione logistica ed economica</title>
		<link>http://dottorantonioromano.wordpress.com/2008/03/31/trasporto-aereo-ed-integrazione-logistica-ed-economica/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 22:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Durante questi mesi si è assistito a molte discussioni che hanno riguardato il sistema aeroportuale italiano. Prima la questione del progetto di investimento di Ryanair sugli scali lombardi di Malpensa, Linate, Orio al Serio;  poi la vicenda di Alitalia. Questo post nasce con un altro intento, ovvero di sottolineare la necessità di una maggiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Durante questi mesi si è assistito a molte discussioni che hanno riguardato il sistema aeroportuale italiano. Prima la questione del progetto di investimento di Ryanair sugli scali lombardi di Malpensa, Linate, Orio al Serio; <span> </span>poi la vicenda di Alitalia. Questo post nasce con un altro intento, ovvero di sottolineare la necessità di una maggiore attenzione al trasporto aereo.<span id="more-16"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un ex collega di Roma mi ha chiamato dicendomi se vogliamo andare a Londra. La città che amo di più è sempre nei miei sogni. Il mio ex collega ed ormai amico mi invita ad andare a Roma e a volare da Ciampino con Ryanair. Da dove vivo io ci vogliono 3 ore per arrivare a Roma. Vado sul sito di <a href="http://www.ryanair.com/site/IT/?culture=IT">Ryanair</a> e come sempre rimango affascinato dalla mappe delle rotte.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img src="http://dottorantonioromano.googlepages.com/mapparyanir.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Noto due cose: la prima è la scarsa presenza di Ryanair nel Sud Italia, la seconda cosa la scarso numero di collegamenti fra le città del Sud Italia e le città del Nord Italia o dell’Europa in generale. Sicuramente non è difficile andare a Londra anche dall’Irpinia, potendo scegliere fra Bari, Napoli e Roma, ma quanto è complesso andare in Romania oppure in Turchia, oppure in Grecia o in Russia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Capisco che la compagnia irlandese fa altri tipi di valutazioni nella scelta di localizzazione degli scali e nell’individuazione delle rotte.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Capisco la scarsa sensibilità della politica locale per quel che riguarda l’esportazione di merci e di uomini dal Sud Italia alle zone di Europa più vicine a noi, e quindi la scarsa attenzione a problemi di integrazione logistica ma anche culturale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Si sa inoltre che quando la politica parla di infrastrutture per il Sud si parla o della Salerno Reggio Calabria o del treno alta velocità Bari-Roma o del treno super veloce Roma Napoli o del Ponte sullo Stretto di Messina. Non si parla dell’infrastruttura più importante nell’epoca della globalizzazione: gli aeroporti. Cosa aspettano i politici locali e nazionali per favorire l’investimento in queste infrastrutture per poter consentire l’incremento dell’interscambio commerciale e culturale fra Sud Italia e le altre zone dell’Europa? C’è da favorire l’integrazione economica nei processi europei e globali per consentire agli imprenditori del Sud di pensare alla internazionalizzazione delle loro aziende come fase naturale e relativamente poco onerosa nel ciclo di vita dell&#8217;azienda stessa. Sorge quindi l’esigenza che la politica locale e nazionale possa pensare a nuovi incentivi per rendere appetibile il Sud Italia per nuove rotte. Bari, Napoli, Foggia, Pescara devono poter avere un maggiore numero di rotte con un numero crescente di destinazioni europee del Nord ma specialmente dell&#8217;Est. Molise, Puglia, Basso Lazio, Campania per poter competere a livello internazionale e sopravvivere devono vivere processi di infrastrutturazione non slegati dai processi di sviluppo in essere o in attivazione. Come suggeriva nel 1943 <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Rosenstein-Rodan">Paul Rosenstein Rodan</a> nel suo articolo comparso sull’Economic Journal ed intitolato” Problems of Industrialization of Eastern and South Europe”, dando inizio ad una nuova tradizione negli studi di Geografia Economica che sarebbe andata recuperata<span>  </span>40 anni dopo, quel che conta per poter avviare processi sani e sostenibili di sviluppo economico è coordinare le decisioni di investimento pubblico con le decisioni di investimento privato .</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/dottorantonioromano.wordpress.com/16/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/dottorantonioromano.wordpress.com/16/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dottorantonioromano.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dottorantonioromano.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dottorantonioromano.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dottorantonioromano.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dottorantonioromano.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dottorantonioromano.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dottorantonioromano.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dottorantonioromano.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dottorantonioromano.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dottorantonioromano.wordpress.com/16/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dottorantonioromano.wordpress.com&blog=2850369&post=16&subd=dottorantonioromano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Le multinazionali nell&#8217;economia mondiale (compresa quella italiana&#8230;.)</title>
		<link>http://dottorantonioromano.wordpress.com/2008/03/15/le-multinazionali-nelleconomia-mondiale-compresa-quella-italiana/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 21:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho appena finito di leggere un libro davvero interessante: Le multinazionali nell&#8217;economia mondiale di Anthony Venables della London School of Economics e del Professor Giorgio Barba Navaretti dell’Università degli Studi di Milano. Ho avuto notizia di questo libro navigando sul sito dell’Università Cattolica e vedendo le bibliografie dei vari esami.
Un titolo secco e netto come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><i><b>Ho appena finito di leggere un libro davvero interessante: <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788815113139/barba-navaretti-giorgio/multinazionali-nell-economia.html">Le multinazionali nell&#8217;economia mondiale</a> di Anthony Venables della London School of Economics e del Professor Giorgio Barba Navaretti dell’Università degli Studi di Milano. Ho avuto notizia di questo libro navigando sul sito dell’Università Cattolica e vedendo le bibliografie dei vari esami.</b></i><span id="more-15"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un titolo secco e netto come si addice a qualsiasi libro universitario, che suscita per<span>  </span>definizione una certa repulsione da parte di coloro che hanno un giudizio critico sulla globalizzazione. Ed invece il libro fa un’analisi precisa e puntuale di cosa sia un’impresa internazionale, di cosa determini gli Investimenti Esteri Diretti, di come questi flussi condizionino sia i paesi destinatari degli investimenti, che i paesi di origine delle Multinazionali stesse.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ci si rende subito conto che molti argomenti che hanno animato il dibattito spesso acceso e violento negli ultimi anni non sempre sono razionalmente e scientificamente fondati.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Come ad esempio pensare che le multinazionali siano un danno per le economie ospiti perché sono più disposte rispetto ad un’impresa nazionale a reagire ad eventuali shock negativi, chiudendo gli impianti e trasferendo la produzione altrove. Dall’evidenza empirica e dalla teoria, si evince invece il contrario. Una multinazionale tende a ripartire il rischio di un investimento in un paese su gli investimenti fatti su più paesi. Ed inoltre l’occupazione creata da un’impresa multinazionale in un paese tende ad essere meno volatile dell’occupazione creata da un’impresa nazionale. Certo le imprese multinazionali possono trasferire la produzione altrove chiudendo stabilimenti in una data economia. Ma se chiude un’impresa nazionale, l’impresa è morta e basta.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Una seconda idea che mi ha fatto riflettere: le multinazionali investono solo nei paesi poveri per sfruttare la manodopera locale e pagarla poco. A parte che poco è sempre di più rispetto ai salari garantiti da imprese nazionali dei paesi poveri, comunque il 70% degli investimenti esteri avvengono fra paesi industrializzati ed il processo di globalizzazione dei mercati ha avuto l’effetto di rendere più efficiente la produzione mondiale e di garantire la crescita mondiale trainata dai settori high-tech. Ma vi lascio alla lettura del libro per confrontarvi con luoghi comuni ed idee errate spesso dominanti o anche solo per rimanere convinti delle vostre idee.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">I capitoli più interessanti riguardono il Case Study Irlanda, ed il capitolo dedicato alle implicazioni e agli effetti della Politica Economica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Come ha fatto una piccola nazione come l’Irlanda, <span> </span>che ha una popolazione di poco inferiore a quelle della Regione Campania, ad arrivare ad avere un reddito procapite fra i più alti del mondo, doppio rispetto a quello della Campania? Come è riuscita a divenire nel giro di meno di 20 anni la cosiddetta Tigre Celtica, capace di divenire modello per altre economie che vogliono uscire dalla trappola del sottosviluppo o del ritardo nello sviluppo? Nel libro si focalizza l’attenzione su alcune condizioni favorevoli detenute dall’Irlanda prima dell’avvio del processo di crescita:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<ul>
<li class="MsoNormal">essere un paese di lingua inglese</li>
<li class="MsoNormal">detenere un elevato livello di capitale umano</li>
<li class="MsoNormal">avere un’agenzia pubblica come l’IDA capace di      gestire il processo di transizione</li>
<li class="MsoNormal">l’elevato predisposizione all’apertura verso l’economia      internazionale</li>
<li class="MsoNormal">essere un paese stabile</li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Vi rimando alla lettura del capitolo 6 del libro per un’analisi approfondita di questi aspetti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Nel capitolo dedicato alle implicazioni per la Politica Economica, si analizza il ruolo che le Agenzie di Sviluppo possono avere per poter competere nell’attrarre gli investimenti esteri.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Tutto sommato ne viene fuori che il coordinamento delle politiche a livello internazionale è la strada più corretta, anche se non sempre la più facile da percorrere, per poter garantire uno sviluppo sostenibile all’economia regionale in questione ed il raggiungimento di uno stato di corretta allocazione delle risorse a livello internazionale. La politica può anche quindi ritardare o distorcere il processo di sviluppo economico.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ho letto questo libro con molto interesse, cercando di cogliere fra le righe indicazioni o suggerimenti da seguire per consentire al nostro Sud di uscire dalla trappola del ritardo nello sviluppo. Sono ben consapevole che questi processi hanno luogo in almeno 15/20 anni e che certo, se mai si avviano, mai possono giungere a compimento.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img src="http://dottorantonioromano.googlepages.com/uuu.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><i><b>Tabella di confronto fra alcune grandezze delle 5 regioni del Sud Italia e l&#8217;Irlanda </b></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><i><b></b></i><br />
Il Sud oggi vive in una doppia trappola, quella della malavita e della politica che condizionano lo sviluppo, e quello del vantaggio competitivo nelle produzioni agroalimentari di qualità, nel tessile di qualità, nelle manifatture artigianali di qualità. Basta dare uno sguardo alla mappa dei distretti industriali sul sito <span class="a"><a href="http://www.clubdistretti.it/">www.club<span>distretti</span>.it/</a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="a">Settori per definizione ad alta intensità di lavoro non altamente qualificato, caratterizzati quindi da un livello medio di produttività inferiore rispetto a quella dei settori high-tech. Questo implica necessariamente una remunerazione più bassa del fattore lavoro. Il Sud quindi è destinato a rimanere imbrigliato nella trappola dei bassi salari e di uno sviluppo più lento, eternamente incapace quindi di attrarre investimenti esteri finalizzati a far fare quel salto tecnologico necessario a trasformare l’economia meridionale in un’economia moderna e completamente integrata con l’economia internazionale?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="a">Se si pensa al fatto che oggi ormai l’emigrazione riguarda risorse umane ad alto potenziale, con un elevato grado di scolarizzazione, si capisce che quindi le risorse più importanti per avviare un processo di sviluppo sostenibile non mancano. Quel che manca è un’agenzia pubblica capace non solo di individuare i settori e le aziende da attrarre sul territorio meridionale, ma capace di pensare ad una formazione o ad una riqualificazione funzionale all’impiego nelle aziende stesse da attrarre delle risorse umane da incentivare a tornare. Gli enti territoriali locali devono quindi interloquire stabilmente a livello istituzionale con i paesi delle aziende che dovrebbero investire, secondo un’ottica di concertazione. Devono essere attratti quindi i settori che nei prossimi anni si stimi possano crescere e consolidarsi nell’economia internazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="a">Il ruolo fondamentale del Pubblico deve essere di garantire in maniera efficiente senza sprechi il coordinamento delle diverse attività ed inoltre la credibilità e la serietà del processo stesso messo in atto. Ecco perché il ruolo delle Regioni diviene quello di interlocuzione e di promozione dei territori sulla scena internazionale. Il Sud non può e non vuole neanche essere la terra del Turismo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="a">Vuole essere la terra del lavoro e della produzione, in un’epoca caratterizzata dalla sua smaterializzazione e dove la differenza nella Ricchezza delle Nazioni, per citare Adamo Smith, è fatta dal livello di modernità e competitività delle aziende presenti su un territorio.</span></p>
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			<media:title type="html">Antonio Romano</media:title>
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		<title>I primi passi di un’impresa</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 11:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Casi Aziendali]]></category>

		<category><![CDATA[Ricerca Clienti]]></category>

		<category><![CDATA[Sviluppo di Impresa]]></category>

		<category><![CDATA[Capitale Relazionale]]></category>

		<category><![CDATA[Comunicazione di Impresa]]></category>

		<category><![CDATA[Idea di Business]]></category>

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		<category><![CDATA[Project Management]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una laurea in Teoria dello Sviluppo Economico e dopo anni a fare il consulente informatico, ho deciso tre anni fa di avviare una mia attività libero professionale come Sviluppatore di Business.
Lavoro sempre con aziende già affermate che però vogliono costruire un  Potenziale di Clientela e verificare la possibilità di crescere ulteriormente.
Il mio ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Dopo una laurea in Teoria dello Sviluppo Economico e dopo anni a fare il consulente informatico, ho deciso tre anni fa di avviare una mia attività libero professionale come Sviluppatore di Business.<br />
Lavoro sempre con aziende già affermate che però vogliono costruire un  Potenziale di Clientela e verificare la possibilità di crescere ulteriormente.<br />
Il mio ultimo cliente è invece un caso a parte: un’azienda nuova di zecca che nasce dall’idea un po’ folle di un caro amico, una di quelle idee che non si possono che sposare completamente. <span id="more-12"></span>Questo cliente ed amico arianese decise tempo fa di seguire il mio esempio di tornare in Irpinia e di avviare un’impresa glocale innovativa. L’idea che soggiace al suo Business è il cosiddetto “ Modello Hollywood” riportato da Jeremy Rifkin nel suo “L’Era dell’Accesso”. Il mio cliente vuole occuparsi nello specifico di Project Management nell’ambito della Comunicazione di Impresa: va alla ricerca di Commesse e  poi organizza il gruppo di lavoro responsabile del progetto, utilizzando le professionalità detenute da una serie di partner strategici che collaborano stabilmente. In questa sua struttura flessibile e leggera, il mio ruolo è quello come al solito di verificare il mercato e di andare alla ricerca di potenziali clienti.<br />
Ho trovato per lui una ditta di Caserta che ha la necessità di rilanciare il marchio e la comunicazione sia presso la Clientela Privata locae sia nei confronti della Clientela Business. Una ditta che deve vivere il cambio generazionale e che vede alla Direzione Generale un ragazzo nostro coetaneo. Siamo partiti da Ariano alla volta di Caserta verso le 6.30 del mattino con circa 8 gradi sottozero manco fossimo in Siberia. Le luci dell’alba e le prime presenze umane sulla piazza. Ero emozionato quanto il mio cliente nel pensare di andare al primo appuntamento di affari:è stato come veder nascere l’azienda. Lungo il tragitto con il mio cliente abbiamo parlato della necessità di considerare il Business ed un approccio market-oriented come la soluzione non solo  alle nostre esistenze come giovani professionisti, ma anche come unica soluzione alla secolare paralisi che attanaglia molte zone del Sud. Fare impresa oggi al Sud nel mondo di Internet significa costruire con pazienza una rete di relazioni significative all’interno della Comunità delle Imprese localizzate ovunque sul Territorio, dove ricercare continuamente il Valore della Propria Idea di Business. Il capitale di conoscenze diviene il capitale più importante per l’Impresa che vive di informazioni e relazioni, e la gestione continua e garbata dei contatti una funzione strategica e vitale. L’attenzione che si dedica al cliente finale diviene il Valore Aggiunto che l’impresa deve fornire e che la caratterizza e distingue sul Mercato.</p>
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			<media:title type="html">Antonio Romano</media:title>
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		<title>Capitale Umano: necessità di una sua accumulazione permanente</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 18:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[Sviluppo di Impresa]]></category>

		<category><![CDATA[Ricerca Clienti]]></category>

		<category><![CDATA[Capitale Umano]]></category>

		<category><![CDATA[Produttività del Lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>

		<category><![CDATA[crescita economica]]></category>

		<category><![CDATA[Sviluppo Personalità Umana]]></category>

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		<description><![CDATA[È molto interessante assistere in queste settimane al dibattito elettorale a proposito del problema del livello dei salari. Non voglio entrare nella polemica sul caro euro: contra facta non valet argumentum.
Ci tengo invece molto a capire quale possa essere uno scenario che garantisca una crescita non inflazionistica dei salari. Ovvero vedere crescere i salari senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">È molto interessante assistere in queste settimane al dibattito elettorale a proposito del problema del livello dei salari. Non voglio entrare nella polemica sul caro euro: <i>contra</i> <i>facta non valet argumentum.</i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ci tengo invece molto a capire quale possa essere uno scenario che garantisca una crescita non inflazionistica dei salari. Ovvero vedere crescere i salari senza vedere crescere i prezzi ulteriormente e quindi non alimentare la famosa spirale prezzi-salari. La risposta di scuola è la crescita più che proporzionale della produttività del lavoro.<span id="more-11"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E come insegnano gli economisti neoclassici, la produttività del fattore lavoro cresce se cresce la dotazione del Capitale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Da un punto di vista teorico, in un contesto di bassa crescita dell’economia il fatto che i salari non crescono non è assolutamente un male se la redistribuzione del reddito a favore dei profitti viene finalizzata all’accumulazione del capitale necessaria ad alimentare gli investimenti necessari a sostenere un nuovo percorso di crescita economica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Alla crescita economica può poi seguire una redistribuzione del reddito a favore dei salari che hanno in precedenza finanziato la crescita.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ma certo questo non è stato lo scenario delle imprese italiane che hanno accumulato profitti senza reinvestirli per la <span> </span>crescita della competitività del sistema delle imprese sui mercati internazionali. Il sistema Italia è sempre più marginale rispetto ad altri sistemi paese.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">C’è quindi un triplice obiettivo che l’Italia deve porsi: vedere crescere i salari, vedere crescere la produttività del lavoro e di conseguenza la competitività delle imprese. Sono obiettivi fra di loro concatenati e che possono essere raggiunti se si investe nella formazione permanente dei lavoratori.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ovvero nell’unica forma di capitale che nel Capitalismo Post Industriale ha valore: il Capitale Umano. <b><u>Formazione permanente dei lavoratori che valorizzi non solo le competenze tecniche ma <span> </span>anche la crescita umana e della personalità dei lavoratori stessi.</u></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Chi deve finanziare la formazione permanente dei lavoratori? Un fondo aziendale cofinanziato dall’impresa e dal lavoratore stesso. Se la formazione ha una valenza strategica sia per l’impresa che vede crescere la produttività del lavoro e quindi i profitti che per i lavoratori che vedono crescere i propri salari, <b><u>l’obiettivo della formazione permanente diviene un obiettivo condiviso fra lavoro e impresa.</u></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Politiche che devono essere implementate a livello aziendale e che diano al legislatore l’onere di definire la cornice normativa entro la quale far muovere le imprese in piena autonomia. La contrattazione non può che essere aziendale, favorendo quindi la crescita differenziata dei settori.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un’impresa che diventi non solo portatrice degli interessi degli azionisti ma dei lavoratori tutti che partecipano alla creazione del valore. I rapporti sindacali, come quella di oggi, che invece prevedono ancora il conflitto fra capitale e lavoro non aiuta a disegnare uno scenario cooperativo che aiuti il sistema delle imprese ed il mondo del lavoro italiano a dotarsi dei mezzi e delle risorse necessarie per <b><u>cooperare ed affrontare insieme</u></b> la competizione globale.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/dottorantonioromano.wordpress.com/11/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/dottorantonioromano.wordpress.com/11/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dottorantonioromano.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dottorantonioromano.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dottorantonioromano.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dottorantonioromano.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dottorantonioromano.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dottorantonioromano.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dottorantonioromano.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dottorantonioromano.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dottorantonioromano.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dottorantonioromano.wordpress.com/11/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dottorantonioromano.wordpress.com&blog=2850369&post=11&subd=dottorantonioromano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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