Politiche antinflazionistiche e competitività delle imprese europee

Il governatore della BCE Trichet ha giustificato il suo intervento a rialzare i tassi in Europa perché è tenuto a difendere la stabilità dei prezzi. E’ la missione della BCE nata lustri fa sul modello della Bundesbank.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/trichet-inflazione-europa-eurozona.shtml?uuid=695f935e-4d8c-11dd-a728-37a811b9dd49&DocRulesView=Libero

Rialzare i tassi significa nell’immediato alcune cose:

  • aumento della spesa per interessi da parte degli stati ( penalizzata l’Italia per il suo enorme debito pubblico)
  • aumento delle rate dei mutui ( penalizzate le famiglie)
  • rafforzamento dell’Euro rispetto alle altre valute mondiali
  • conseguente diminuzione della competitività delle imprese europee

In uno scenario mondiale dove la concorrenza con Cindia si gioca sul prezzo, le imprese manifatturiere europee sono due volte penalizzate: per i prezzi più bassi delle merci espresse in valuta estera, e per il favore del Cambio debole con l’Euro: un duro ulteriore colpo per l’economia europea che più di altre ( USA in Primis) dipende dalle esportazioni.

Quel che mi meraviglia non è certo la mossa del Governatore Trichet, ma il fatto che l’economia mondiale abbia bisogno di maggiore coordinamento per quel che riguarda le politiche monetarie e le ricadute che queste hanno nel medio periodo sulla struttura dei prezzi relativi e sulla struttura degli scambi internazionali. Sarebbe auspicabile uno scenario internazionale di cooperazione piuttosto che di competizione.

L’obiettivo di tenere a bada i prezzi si scontra con l’esigenza delle imprese di avere una profittabilità normale in uno scenario competitivo.

Fare profitti con prezzi decrescenti è possibile solo in un modo: con l’aumento della dimensione media dell’impresa e l’implementazione delle economia di scala.

Un aumento della produzione ottenuta a costi unitari decrescenti deve in qualche modo poter essere assorbita su un mercato sempre più grande. Le imprese europee devono ristrutturarsi e contemporaneamente essere più aggressive sui mercati internazionali.

Spero che in questo scenario complesso, si avvii in Europa un movimento di fusioni ed acquisizioni che consenta la nascita di grandi imprese europee, capaci di competere con imprese americane ed asiatiche.

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