Ho letto con molto interesse questo articolo comparso sul www.b2b24.it
Parla della propensione all’export delle imprese italiane:
http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90486,00.html?lw=24;3
Il sondaggio realizzato da Seat Pagine Gialle fotografa un’Italia meno incline all’export rispetto ad altri paesi europei. Nell’epoca della globalizzazione e delle opportunità per tutti, saper cogliere le opportunità stesse diviene condizione sufficiente per la crescita della quota di fatturato realizzato all’estero.
Con l’avvento di Internet il Commercio Internazionale non si realizza solo grazie all’intervento delle Camere di Commercio Estere che aiutano le imprese ad ovviare problemi di natura legale o contrattuale con imprese estere.
Per poter realizzare fatturato non basta essere dei bravi produttori, non basta investire in comunicazione, non basta avere la conoscenza dei mercati. La possibilità di scambiare informazioni in tempo reale con qualsiasi azienda di qualsiasi paese consente all’imprenditore di potersi fare un quadro abbastanza chiaro della situazione di mercato in un determinato settore.
Diviene quindi necessario implementare un approccio di marketing diretto, finalizzato a costruire una rete informale di relazioni con partner e clienti potenziali, allo scopo di poter costruire un flusso costante di informazioni fra l’azienda e la Clientela Potenziale stessa.
Quel che in via teorica appare come scontato, diviene di difficile realizzazione in special modo per quelle piccole e medie imprese che non hanno al loro interno le risorse umane necessarie da dedicare allo sviluppo della Clientela Potenziale. Penso che questo sia un settore enorme nel quale esercitare la libera iniziativa privata. Ad una condizione però: che fra il Committente ( la PMI che voglia esportare) ed il Consulente di Mercato si crei quella relazione fiduciaria che consenta una collaborazione di medio-lungo periodo.
E’ necessario un approccio collaborativi che implichi che una parte della remunerazione per l’attività di Consulenza sia commisurata alle vendite realizzate.
Luglio 9, 2008 alle 12:48 pm |
Lo scambio e la circolazione di informazioni come fonte di vantaggio competitivo è cosa ampiamente condivisa.
Per quanto concerne le piccole – medie imprese e la loro difficoltà di gestire il flusso di informazioni con i loro clienti o prospect, mi verrebbe da consigliare l’utilizzo di un buon CRM che garantisca un ROI certo e in tempi brevi.
Ciao
Andrea
Luglio 9, 2008 alle 1:43 pm |
Questo settore mi risulta ostico e difficile da decifrare. Comunque riesco a comprendere la necessità di adeguarsi ad un mercato in evoluzione, sempre più sensibile. sempre più pretenzioso, nel quale riesce colui che anticipa i gusti della clientela , quasi li condiziona.
Sentivo delle decisioni mancate nel summit giapponese. Grandi che non vogliono mollare , di fronte a nuovi potenti mercati .
Come le fogne di New York, nel quale riesce a crescere uno squalo od un’anaconda !!
Luglio 10, 2008 alle 3:54 pm |
Il basso tasso di propensione all’esportazione delle imprese italiane rispetto a quelle di altri paesi europei è solo la punta del iceberg delle grosse problematiche che le piccole medie imprese italiane sono ad affrontare in quest’epoca di globalizzazione. Il problema più grosso che stiamo affrontando è l’organizzazione prettamente patriarcale/familiare dell’impresa. Bisogna solo cambiare mentalità e passare ad una organizzazione più capitalistica. Questo può avvenire solo con il passaggio generazionale.
Luglio 10, 2008 alle 5:04 pm |
Condivido in pieno il commento del mio caro Amico Valonese Padovano Gent Radhima: un favoloso compagno di università! Era il secondo anno e le lezioni erano quelle di macroeconomia!!!
Caro Gent, sono d’accordo sul fatto che il problema è questione di mentalità e di spiriti animali degli imprenditori italiani. I giovani, gli immigrati, gli emarginati dai circoli che contano nel capitalismo italiano possono fare la differenza. Mettiamoci al lavoro allora caro Cavaliere! Ti ringrazio per la risposta anche perchè il periodo di lavoro penso sia pienissimo fra certificazioni e dichiarazioni dei redditi.
Un forte abbraccio
il Governatore