I primi passi di un’impresa
Dopo una laurea in Teoria dello Sviluppo Economico e dopo anni a fare il consulente informatico, ho deciso tre anni fa di avviare una mia attività libero professionale come Sviluppatore di Business.
Lavoro sempre con aziende già affermate che però vogliono costruire un Potenziale di Clientela e verificare la possibilità di crescere ulteriormente.
Il mio ultimo cliente è invece un caso a parte: un’azienda nuova di zecca che nasce dall’idea un po’ folle di un caro amico, una di quelle idee che non si possono che sposare completamente. Questo cliente ed amico arianese decise tempo fa di seguire il mio esempio di tornare in Irpinia e di avviare un’impresa glocale innovativa. L’idea che soggiace al suo Business è il cosiddetto “ Modello Hollywood” riportato da Jeremy Rifkin nel suo “L’Era dell’Accesso”. Il mio cliente vuole occuparsi nello specifico di Project Management nell’ambito della Comunicazione di Impresa: va alla ricerca di Commesse e poi organizza il gruppo di lavoro responsabile del progetto, utilizzando le professionalità detenute da una serie di partner strategici che collaborano stabilmente. In questa sua struttura flessibile e leggera, il mio ruolo è quello come al solito di verificare il mercato e di andare alla ricerca di potenziali clienti.
Ho trovato per lui una ditta di Caserta che ha la necessità di rilanciare il marchio e la comunicazione sia presso la Clientela Privata locae sia nei confronti della Clientela Business. Una ditta che deve vivere il cambio generazionale e che vede alla Direzione Generale un ragazzo nostro coetaneo. Siamo partiti da Ariano alla volta di Caserta verso le 6.30 del mattino con circa 8 gradi sottozero manco fossimo in Siberia. Le luci dell’alba e le prime presenze umane sulla piazza. Ero emozionato quanto il mio cliente nel pensare di andare al primo appuntamento di affari:è stato come veder nascere l’azienda. Lungo il tragitto con il mio cliente abbiamo parlato della necessità di considerare il Business ed un approccio market-oriented come la soluzione non solo alle nostre esistenze come giovani professionisti, ma anche come unica soluzione alla secolare paralisi che attanaglia molte zone del Sud. Fare impresa oggi al Sud nel mondo di Internet significa costruire con pazienza una rete di relazioni significative all’interno della Comunità delle Imprese localizzate ovunque sul Territorio, dove ricercare continuamente il Valore della Propria Idea di Business. Il capitale di conoscenze diviene il capitale più importante per l’Impresa che vive di informazioni e relazioni, e la gestione continua e garbata dei contatti una funzione strategica e vitale. L’attenzione che si dedica al cliente finale diviene il Valore Aggiunto che l’impresa deve fornire e che la caratterizza e distingue sul Mercato.
Febbraio 25, 2008 alle 1:34 pm
Caro Antonio,
come ripetuto più volte, trovo stimolante e coraggioso quello che fai e ammiro la volontà di fare impresa in un territorio che, di certo, non agevola quasiasi tipo di iniziativa economica.
Con me, reduce da un Master in HRM sfondi una porta aperta:
da tempo sostengo che il capitale umano e la gestione delle relazioni sono e saranno sempre di più la fonte principale del vantaggio competitivo per le imprese.
Un abbraccio e buon lavoro.
Febbraio 25, 2008 alle 4:17 pm
un abbraccio all’amico antonio e all’amico andrea
buon lavoro a tutti e due
Febbraio 25, 2008 alle 5:26 pm
Ciao Antonio,
la mia ignoranza in materia è assolutamente abissale…ciò che posso sperare è che tu riesca a realizzare quello in cui credi…essendo tu una persona di valore non potranno che nascerne frutti positivi per te e per il bistrattato meridione…purtroppo mi capita troppo spesso di dover sentire le sconfortanti banalità di certi personaggi che non hanno di meglio da fare che imputare il proprio (presunto) malessere alle malefatte delle popolazioni del sud (come ben sai vivo nel “civilissimo” e “iper.sviluppato” nord-est)…ma non tutti qui vivono di preconcetti…almeno questo…alle volte vivo una sorta di pregiudizio nei confronti dei friulani…non è che siamo tutti leghisti da queste parti…vorrei che si sapesse…
A presto:
Un abbraccio dalla nevbbia:
Alessandro
Febbraio 25, 2008 alle 6:13 pm
Caro Antonio, mi perdonerai se non entro nello specifico del tuo articolo perchè non ho , come già ti ho detto in altra circostanza, molto chiaro il campo d’azione del tuo lavoro. Posso contribuire alla discussione ,portando la mia esperienza didattica ” diversa” , attuata in forma sperimentale con colleghi molto validi e con il supporto del professor Celi, studioso di fama internazionale. Non entro nel dettaglio ma sappi che abbiamo intrapreso un cammino gratificnte ed oscuro, indefinibile ancora per molti versi, foriero di delusione o di grande soddisfazione morale ed economica. Ci siamo messi in gioco e speriamo di riuscire a soddifare le esigenze di molti nostri “clienti” davvero bisognosi di nuove forme di comunicazione e di business , i nostri alunni.
Febbraio 26, 2008 alle 8:43 am
carissimo antonio,
leggendo il tuo post non posso fare a meno di pensare alla poesia. non credo che sia vizio professionale. non mi capita sempre. questa volta sì, come una specie di riflesso condizionato.
sentendo la tua tenerezza narrativa e la bellezza della tua scelta di restare, anzi ritornare, da queste parti ero già introdotto alla poesia, al fare meditativo e rappresentativo. alla realizzazione di un’opera.
ho poi avvertito la tenerezza della piazza e l’attesa del tuo amico e la sua emozione al suo primo appuntamento di lavoro.
noi, anche se non ce ne accorgiamo, celebriamo liturgie cosmiche, come nel vostro caso. anche se non ce ne accorgiamo siamo portatori e, perciò, realizzatori di un’opera: portare a compimento la creazione con il nostro lavoro.
noi, anche se non lo sappiamo, siamp poeti, sacerdoti della grazia.
alfonso
Febbraio 28, 2008 alle 10:49 am
Ci sono persone che spendono migliaia di euro per partecipare ai seminari motivazionali del noto Antony Robins, pagano abbonamenti alle sue riviste, ed investono i propri risparmi per acquistare i suoi video corsi su come avere successo nella vita, come trovare la giusta spinta emotiva per intraprendere un progetto imprenditoriale.
Io ho sorseggiato qualche birra in compagnia di Antonio prima di dedicarmi alla pazza idea di realizzare uno studio di consulenza ad Ariano Irpino ( noto per la sua centralità nel mondo degli affari e dell’economia meridionale )….
Febbraio 28, 2008 alle 11:33 am
Caro Dimitri,
una cosa non chiara ancora a molti è il fatto che con Internet la localizzazione dell’attività produttiva nello spazio assume una veste totalmente diversa. Nell’economia dell’informazione quel che conta non è stare a Londra o a Milano ma percepire quel che accade a Londra a Milano. E questo può accadere pur lavorando ad Ariano. Conta quindi la capacità di costruire e gestire relazioni significative anche attraverso la rete. Non esiste il monopolio delle idee e tutti possono pensare di realizzare qualcosa di estremamente positivo. Basta avere un’ottima idea e confrontarsi immediatamente con i propri interlocutori sul mercato, ovvero partner e clienti potenziali. Il mercato è implacabile nei suoi giudizi e più che ad una piazza chiusa assomiglia, come diceva Schumpeter, ad un albergo di lusso. Sempre pieno, ma pieno sempre di gente diversa. Penso che oggi avere 30 anni ed essere precari sia un favoloso lusso ed una grande opportunità che i nostri padri non hanno avuto. Figli della cultura statalista e del miraggio del posto fisso. Preferisco vivere sotto un ponte e mangiare rifiuti ma senza mai rinunciare alla voglia di fare ed intraprendere che caratterizza lo Spirito Animale di Keynesiana memoria di cui tutti dobbiamo alimentarci. Solo cosi penso sia realizzabile un mondo sempre migliore.
Maggio 12, 2008 alle 6:15 am
Caro Antonio,
congratulazioni per la sfida. Leggo con piacere gli scritti e gli approfondimenti che pubblichi. Questo spazio potrebbe diventare un bel luogo di incontro.
In bocca al lupo
Alberto Crescentini