Ho letto con molto interesse questo articolo breve de” Il Sole 24 ore”:
attraverso le cifre si delinea un quadro dell’Italia che non so se definire fosco o meno.
Lascio agli esperti la possibilità di esprimere i pareri più motivati.
Mi limito solo a fare una piccola considerazione: in uno scenario globale dove la Produzione Manifatturiera è sempre più prerogativa di altre macroregioni del Pianeta ( Cindia e Sud Est asiatico in testa), per la Vecchia Europa si presentano nuove opportunità di Sviluppo nell’ambito della cosiddetta Economia della Conoscenza.
Produrre informazioni conoscenze tecnicalità che possano poi trovare applicazione in altri contesti geografici e produttivi.
Da sempre penso che questa possa essere l’unico sentiero di sviluppo per alcune aree come il Sud Italia che presentano bassi tassi di crescita, alti livelli di disoccupazione intellettuale, elevata dotazione di Capitale Umano al netto di esperienze professionali performanti.
Il punto di partenza per lo sviluppo penso possa essere la piccola impresa tecnologica che, per cultura ed età media degli addetti, debba accollarsi l’onere di definire ed implementare nuovi paradigmi di crescita.
Dico questo anche perchè penso che non sempre gli amministratori locali, funzionalmente responsabili di promuovere lo sviluppo globale di imprese locali, siano in grado di fornire l’adeguata struttura per sostenere ed incubare tali progetti.
Alla fine penso sempre che non esista miglior incubatore di impresa del mercato. Anche la piccola e giovane impresa senza grossi mezzi che sappia andare e stare sul mercato può fare la differenza. La storia economica della seconda metà del XX secolo ce lo ha insegnato: il Capitalismo ha spesso dismesso il doppiopetto dei cinquantenni per indossare le T-shirt di ragazzi poco più che adolescenti.